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mercoledì 1 giugno 2011

Ancora sulla festa in Duomo, serata storica.

Un altro e ultimo post sulla serata in dimenticabile che abbiamo passato in, pare 200.000 persone, in Duomo la sera del 30 Maggio 2001, data da ricordare per sempre. L'empatia tra le persone era incredibile, l'allegria contagiosa,il pomeriggio di profonda esaltazione e felicità pura, la serata invece di vera magia, commovente. E tra un Bisio e un Paolo Rossi alcune sono state le canzoni che hanno segnato la serata e in fondo tutta la campagna di Giuliano Pisapia, e vogliamo riproporle a eterna memoria. 
Il primo video però é lo storico discorso di Pisapia in Piazza del Duomo e delle magiche atmosfere di quella serata, perfettamente riprodotte dalla bravissima artista e scenografa Francesca Bozano che ha montato questo video davvero da brividi. Francesca é la stessa artista che con immensa modestia e generosità, creò e mise a disposizione di tutti, arrivando oltreoceano, le immagini di Pisapia in versione Obama, con la scritta "YesMilan" o l'altra versione "Hope" senza nemmeno firmarle e concedendole al pubblico uso, dando una dimostrazione di sobrietà e modestia ben rare in questi tempi di esibizionismo più o meno ammesso. Un grazie a lei, grazie Fra, per lo splendido video, ne sono convinto davvero storico e magico.) Un grazie a tutta la Milano migliore, quella che si é data da fare a distribuire materiale di Pisapia, a attaccare manifesti a presenziare ai gazebo alle iniziative e a tutti quelli/e che hanno fatto qualcosa, anche solo un post a favore, per l'elezione di Pisapia! Ora Milano é libera!
ps.Il secondo video é il discorso di Pisapia così come è stato,senza alcuna influenza artistica o creativa...diretto.
E poi ci sono le canzoni simbolo, canzoni che in un modo o un altro sono state suonate e canticchiate un pò dappertutto in questi mesi e in particolare in queste settimane:
"Tutta mia la città" 
"Stalingrado in ogni città"
"Libertà é partecipazione"

















martedì 31 maggio 2011

TRIONFO PISAPIA!VITTORIA OVUNQUE DEI CANDIDATI DI SINISTRA!

Giornata storica, giornate storiche......il video di PISAPIA appena eletto Sindaco di Milano!Vittorie ovunque ci siano stati candidati veramente di sinistra, che la dirigenza PD lo capisca, si vince con candidati credibili anche sul livello personale, con idee radicali e che portano reale cambiamento e non piccoli aggiustamenti se va bene....Grande prestazione di SEL che con Zedda  a Cagliari e anche un pò Pisapia a Milano, che è stato fortemente voluto da SEL e sempre da SEL proposto per le primarie. Una delle giornate più belle della mia vita. Questo video a futura memoria......




http://tv.repubblica.it/edizione/milano/pisapia-abbiamo-liberato-milano/69575?video=&pagefrom=1

mercoledì 4 maggio 2011

Alle elezioni milanesi per il Consiglio di Zona 2, vota e fai votare GONZAGA

Alle elezioni comunali di Milano, oltre alla scheda azzurra in cui saremo chiamati a scegliere il Sindaco Pisapia, il partito e la preferenza che vogliamo esprimere, ci saranno anche le elezioni per i Consigli di Zona, su scheda verde. Soprattutto se vincerà Pisapia, i Consigli di Zona andranno acquistando sempre maggiore importanza nell'ottica di decentramento contenuta nel programma e nella visione stessa di Pisapia. Perciò questo blog vuole invitare ad esprimere la vostra preferenza per Paolo Gonzaga, che è uno degli autori principali di "Partigianeria". Sotto metteremo una sua breve biografia e dei punti centrali del suo programma.


 

Breve biografia
Nato nel 1970 a Milano, si laurea in Lingue Orientali, Dip. di Arabo a Venezia dove inizia l’attività politica nei movimenti studenteschi e sociali delle aree urbane di Venezia, Mestre e Marghera. 
Nel 1994 è tra i fondatori dell’associazione “Razzismo Stop”, e nel 1996 dopo un corso di specializzazione  diventa operatore di strada in uno dei primi progetti in Italia, organizzato dal Comune di Venezia, di riduzione del danno per tossicodipendenti. 
Nel 1998 si trasferisce a Il Cairo in Egitto dove lavora come insegnante di lingua italiana all’Università, come operatore sociale per il Consolato Italiano e infine entra nel mondo delle Organizzazioni non Governative (ONG), lavorando ad un progetto sull’educazione infantile e di micro-credito per donne capofamiglia. 
Nel 2004 rientra in Italia, dove si specializza in Mediazione linguistico-culturale e lavora come mediatore culturale nelle scuole della Provincia di Venezia.
Dal 2006 lavora nella sezione italiana dell’Ong internazionale “Islamic Relief” con sede a Milano, di cui è stato direttore per numerosi anni. 
Scrive per numerosi blog e testate online e tiene conferenze sul Medio oriente e movimenti politici nel mondo arabo.
Attualmente è in uscita il suo primo libro sulla storia dei movimenti politici  contemporanei egiziani.
Parla e scrive fluentemente in arabo e in inglese. 
Militante di Sinistra Ecologia Libertà, iscritto all’Anpi, da sempre impegnato politicamente, in particolare nel campo dei diritti civili e dell’anti-razzismo.


Perché mi candido

Lavoro da sempre nel terzo settore, ho lavorato a lungo nel mondo arabo, prima come mediatore culturale e poi come operatore umanitario. Mi candido al Consiglio di Zona 2 per essere la voce dei senza voce,  per usare ogni possibilità che ci dà il Consiglio di Zona per migliorare la qualità della vita nella nostra enorme e amata Zona 2. 
Voglio essere la voce dei senza volto e senza voce, di coloro che in misura sempre maggiore sono messi ai margini dalla società dei consumi, quasi come consumatori difettosi. Voglio essere il tramite con cui la cittadinanza può portare le sue istanze in consiglio di Zona 2 e a mia volta mi impegno a collaborare al massimo con i miei compagni/e di partito, Sinistra Ecologia Libertà che saranno eletti in Consiglio Comunale, a partire da Davide Piccardo, segnalando loro le problematiche che il Consiglio di Zona non riesce a risolvere, per portarle all’attenzione del Consiglio Comunale. Mi impegno a usare tutta la mia esperienza di mediatore culturale, la mia sensibilità e la mia determinazione perché il Consiglio di Zona 2 valorizzi al massimo le mille esperienze di associazionismo, perché si creino ulteriori forme  di collaborazione fra cittadini, di reciproca conoscenza e di condivisione e per evitare quelle tensioni e conflitti che si creano quando non ci si conosce.  Una priorità sono e saranno sempre gli spazi di socialità, per cui voglio una Zona 2 dove si aprono spazi di socialità per i giovani, per gli anziani, per la cittadinanza tutta. Mi impegno a dialogare quotidianamente con gli abitanti e comprendere i problemi e poiché detesto le ingiustizie forse più di ogni altra cosa, mi impegnerò perché tutti godano dei diritti garantiti dalla Costituzione, perché le mafie che hanno invaso ogni quartiere di Milano non abbiano alcuna sorta di agibilità, per creare ponti e abbattere i muri dell’intolleranza.


Al CONSIGLIO di ZONA 2, vota e fai votare GONZAGA, lista di 


SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA'

domenica 13 marzo 2011

Basta Moratti, basta De Corato!!! No alla guerra ai poveri!



Un esempio significativo di come vede Milano la giunta Moratti, ce lo indica il quotidiano La Repubblica in questo articolo che desideriamo porre all'attenzione di chi ci legge. Una Milano che fa la guerra ai poveri, agli esclusi, una Milano che sembra incarnare perfettamente quella società liquida e consumista descritta dal grande sociologo Zygmunt Bauman, una società che produce "rifiuti umani", cioè tutti coloro che non  riescono o non possono adeguarsi ai ritmi della post-modernità, e che diventano una minaccia per il potere, perché con la loro presenza ricordano a tutti la precarietà della vita di ognuno di noi. L'approccio della giunta Moratti ai problemi dell'emarginazione urbana, dell'immigrazione, dell'abitazione, degli spazi sociali...... è quanto di più barbaro si possa immaginare: sgomberi, cieca repressione e razzismo istituzionalizzato. Anche per questo, battiamoci tutti per Pisapia sindaco di Milano e per l'alternativa reale che egli rappresenta. Un'amministrazione di una città europea non può avere questa attitudine verso i cittadini più disagiati, vogliamo una Milano aperta e solidale....con Pisapia Sindaco.

dal sito di La Repubblica online del 12 Marzo 2011: 

http://milano.repubblica.it/cronaca/2011/03/12/news/vigili_urbani_il_diktat_del_comune_fino_alle_elezioni_niente_pi_multe-13494664/


IL CASO

Vigili urbani, il diktat del Comune
fino alle elezioni niente più multe

Nella 'indicazioni operative' spedite a tutti i comandi il traffico passa in secondo piano
"Durante la campagna elettorale è sempre così. E spuntano anche le bombolette..."

di FRANCO VANNI
Giovedì il comando ha trasmesso ai vigili delle nove zone la scaletta delle priorità fino alle elezioni comunali: multare i venditori di fiori (stranieri, non votano), lotta agli abusivi nei mercati (per lo più senegalesi), pattugliamento a 10 chilometri all’ora per garantire l’effetto sicurezza. Le nuove 'indicazioni operative' sono state accolte dai vigili più anziani con una risata. «Succede prima di ogni elezione, ma questa volta ci sono andati giù pesante  dice un ghisa di lungo corso, da una vita in zona 5  quando si avvicinano le urne si smette di fare multe a chi poi voterà, e si bastonano gli altri.

Un tempo c’era la regola della targa: fare i verbali ai genovesi e ai bolognesi, tanto il sindaco lo eleggono a casa loro. Adesso ce la si prende con chi dà fastidio». De Corato ha sfoderato l’arma finale: la bomboletta al peperoncino. Ma la lotta alla doppia fila, priorità fino a due mesi fa, che fine ha fatto? «Nessuno ci ha detto di smettere di fare le multe a strascico - dice un vigile di zona 6 - ma se tutte le pattuglie sono concentrate sulla sicurezza gli altri servizi ne risentono».

I SERVIZI. Le ronde di De Corato richiedono mezzi e uomini. Le pattuglie Sierra, quelle che vanno a spasso la sera per periferie mai esplorate prima dai vigili, sono 27 per un totale di 54 agenti divisi su tre turni. Le “Charlie Delta”, incaricate di mangiare terreno ad accattoni e lavavetri che tampinano gli automobilisti al semaforo, impiegano ogni giorno18 auto, per 36 vigili. E chi ci va in mezzo all’incrocio se si guasta un semaforo? «La carenza di uomini e mezzi è cronica, e se le pattuglie sono usate per interventi spot, il problema peggiora  dice Danilo Tosarelli, di Cgil polizia locale il contratto di leasing del Comune non prevede l’auto sostitutiva in caso di guasto, e spesso non si sa con quali mezzi smaltire, ad esempio, le notifiche per conto della Procura. Servirebbero 40 auto in più in strada». Ma le notifiche non sono una priorità, gli accattoni sì.

L’ORGANICO. Per comprendere quali problemi il Comune ritenga prioritari, basta studiare la distribuzione dei 3.071 vigili milanesi fra le varie mansioni. Gli agenti che vigilano sulla sicurezza nei cantieri per evitare le morti sul lavoro sono due. Quelli del “nucleo servizi speciali” che rincorrono i graffitari, multano i quindicenni che bevono birra o sgomberano i rom sono invece 51. E se appena 37 vigili devono gestire i migliaia di ricorsi alle multe presentati dagli automobilisti, quelli addetti alle rimozioni dei veicoli sono diminuiti negli anni fino a quota 53. Ma ultimamente il carro attrezzi lo prendono di rado. «Di rimozioni non se ne fanno quasi, perché siamo tutti impegnati nella frenesia da buca stradale  racconta un vigile al comando di zona 2  mandiamo pattuglie a spasso per segnalare al Comune dove ci sia asfalto da rattoppare, già sapendo che tanto non ci sono tecnici a sufficienza per farlo». Che le buche (aperte da dicembre) siano ora una priorità, il comando lo ha deciso qualche giorno fa.

GLI STRAORDINARI. Nentre i sindacati dei vigili si dividevano sull’utilità dello spray urticante - con la Cgil «contraria alla deriva securitaria» e il Sulpm «favorevole alla sicurezza di chi sta in strada» - Palazzo Marino ha chiesto ai ghisa le solite 2mila ore di straordinario. E succede ogni giorno. In dodici mesi i vigili hanno svolto 700mila ore di servizio extra, e in media ognuno dei 2mila agenti che accettano di lavorare fuori dal proprio orario fanno 347 ore di straordinari. La legge dice che il limite è di 180 all’anno, ma c’è chi ne fa 140 al mese. «Copriamo il 35 per cento dei servizi in straordinario, perché 3071 vigili sono troppo pochi  dice Giuseppe Falanga, del sindacato Uil Fpl  a ciò si aggiunge il fatto che siamo chiamati a svolgere funzioni di ordine pubblico senza percepire per questo alcuna indennità».

I RISULTATI. I numeri diffusi dal vicesindaco raccontano un corpo dei vigili ultra efficiente e sempre in prima linea. Mettendo in fila gli ultimi comunicati stampa di De Corato si scopre che nell’ultimo anno l’annonaria ha multato 3.357 commercianti ambulanti, che in sole due settimane le pattuglie CharliePierfrancesco Majorino, capogruppo del Pd in consiglio comunale, attacca: «Anziché inventare fesserie, De Corato dovrebbe dirci come mai oggi ci siano 480 vigili in meno rispetto ai tempi di Albertini».

domenica 6 marzo 2011

L'impegno democratico dei musulmani milanesi




Il nostro fratello e compagno Davide Piccardo, nel suo bellissimo e totalmente condivisibile articolo sulla partecipazione dei musulmani, riportato dal sito-blog e luogo di dibattito - aperto a tutti e dedicato in particolar modo al dibattito tra musulmani e nuove generazioni - http://www.ethikos-net.blogspot.com/, ha scritto: “Se vogliono essere fedeli ai propri valori, i musulmani devono continuare il percorso di apertura intrapreso, assumere completamente la responsabilità che implica la cittadinanza attiva, nonché un ruolo da protagonisti nelle lotte per i diritti comuni, lotte da portare avanti cercando la costituzione di alleanze ampie, con chi ha a cuore il destino del Paese. Devono uscire dalla fase catacombale,  della quale  sono emblematici gli scantinati,  in cui anche simbolicamente il potere li vorrebbe tenere, e avviare un dibattito approfondito su come  farsi portatori della necessità di una riscossa dell’etica.”
E da questo punto vogliamo riprendere il filo del discorso, cominciando con una breve introduzione.
L’Italia sta vivendo un clima politico tra i peggiori della storia repubblicana, un momento di enorme discredito dell’immagine internazionale, di immobilismo economico,  di generazioni che crescono nella precarietà e non vedono sbocchi futuri, di povertà crescente, di corruzione dilagante e di mafie sempre più potenti, con un governo autoritario e sempre più incapace di accettare una normale dialettica politica….un governo ossessionato dai processi del Presidente del Consiglio ed incapace da tempo ormai di occuparsi del Paese . Un governo con un Presidente del Consiglio che - nell’Italia della corruzione record, dell’evasione fiscale più alta d’Europa, delle mafie più potenti del mondo - pensa a come depotenziare e minare l’attività della magistratura, a come sottoporla al controllo politico dell’esecutivo, di come evitare la galera ai corrotti (la depenalizzazione del falso in bilancio voluta da Berlusconi ad esempio grida vendetta, i condoni fiscali……..Berlusconi vuole una giustizia che tuteli il potente e sia spietata con il cittadino comune: infatti le carceri scoppiano di poveracci e sono in condizioni da terzo mondo con oltre 70.000 reclusi in strutture fatiscenti che ufficialmente al massimo potrebbero contenerne 43.000, di cui circa la metà extracomunitari). Un governo fallimentare a livello di politiche economiche e di sicurezza, populista, xenofobo, stretto alleato dei peggiori dittatori mondiali, un governo  il cui principale partito, il PdL, è l’espressione diretta di un blocco di potere mafioso-massonico piduista , un grumo di interessi tra i più pericolosi della storia repubblicana, e in cui detta legge un partito come la Lega Nord che è ghettizzato in tutta Europa per le sue posizioni esplicitamente razziste e per le sue politiche inutilmente repressive e intolleranti vero le minoranze di ogni genere, verso gli stranieri, con un accanimento particolare verso gli arabi e i musulmani….Il governo Berlusconi dura ormai da oltre 15 anni, grazie al controllo delle principali reti televisive con cui ha diffuso a piene mani un’ideologia edonista, individualista e cinica che è stata l’apripista e lo strumento dei suoi successi elettorali, ha sparso decadenza e distruzione di ogni valore che non fosse il successo ad ogni costo e l’uso del corpo come strumento di raggiungimento della ricchezza, umiliando tutti coloro che hanno sempre creduto nello studio, nell’impegno, nell’onestà, nella meritocrazia, nel pensiero libero……”L’ideologia” berlusconiana vorrebbe un mondo di spettatori passivi e non di cittadini attivi. E’ proprio una visione del mondo quella berlusconiana, che viene trasmessa 24 ore al giorno dai suoi mass-media , non solo le tv, che restano comunque lo strumento principale ma anche attraverso i giornali e soprattutto le riviste di gossip, che riprendono il mondo finto della Tv e tentano di farlo apparire vero, in un gioco di inganni infinito. Una visione del mondo opposta a quella di un musulmano e di qualsiasi essere umano che abbia un universo valoriale a cui far riferimento, a chiunque, credente o meno, abbia un’etica che rifiuta la mercificazione dell’essere umano, a chi antepone la fermezza dei propri principi agli idoli del denaro e del successo.
Oggi, vivendo e respirando gli umori della società italiana, ci accorgiamo di essere diventati tanti a non poterne più dell’ egemonia esercitata per anni dalla sub-cultura berlusconiana, con tanto di bunga-bunga e Lele Mora…. In questi ultimi anni e in questi ultimi tempi in modo particolare assistiamo con soddisfazione ad una nuova rinascita in mezzo alle macerie. Intellettuali, studenti, insegnanti e tutto il mondo della scuola, della cultura, della formazione, sono saliti sui tetti per denunciare la fine dell’illusione berlusconiana e non solo: la loro opposizione ad un mondo mercificato, dove l’uomo e i suoi bisogni vengono all’ultimo posto. Precari, spesso altamente qualificati, stanchi di non trovare impieghi adeguati , di lavorare raramente e senza diritti, operai e lavoratori di ogni tipo hanno re-imparato l’importanza della partecipazione e dell’impegno individuale e collettivo per riprendersi i diritti gli si vogliono togliere o per rivendicarne di nuovi e hanno detto basta a un’economia che mette il denaro e il profitto al primo posto su tutto, che se c’è da salvare le banche spende centinaia di miliardi ma alimenta il razzismo mettendo i settori più deboli della popolazione gli uni contro gli altri. Con la manifestazione di milioni di donne del 23 Febbraio, contro la mercificazione del corpo femminile propagandata da Berlusconi e dalle sue reti televisive, stufe di questa continua decadenza, sono definitivamente emerse nuove forze fresche e determinate, le donne, scese in piazza come mai si era visto da decenni…
E prima ancora il movimento sociale che si era schierato accanto alla Fiom nella sua lotta per la difesa dei diritti dei lavoratori, comprendendo come non fosse una questione della Fiat, ma riguardasse l’intero modo di concepire i rapporti nei luoghi di lavoro, a tutto danno dei lavoratori. E i tanti movimenti nati per la difesa della Costituzione, quelli contro le mafie, in difesa dell’ambiente in tutta Italia, contro il precariato, contro il razzismo e per la solidarietà. Un universo di persone che lottano nella loro vita quotidiana per un mondo, per un’Italia migliore…..Tutte queste forze esistono da anni, lavorano spesso lontano dai riflettori ma attivamente nel tessuto sociale del Paese,  hanno resistito a lungo e ora, grazie agli anticorpi sparsi a piene mani in momenti in cui il contagio razzista e berlusconiano sembrava più virulento, la società civile italiana si è risvegliata e finalmente ora queste forze, che hanno imparato a conoscersi e ad interagire tra di loro, creando un’enorme massa critica, cominciano ad intravedere la fine dell’incubo berlusconiano-leghista. 
In questo clima si gioca una partita importantissima: l’elezione del nuovo sindaco di Milano.
L’occasione enorme che hanno i musulmani che vivono a Milano (anche in tante altre città, ma in questo articolo vorremmo concentrarci su Milano in particolare) per cominciare a contribuire al benessere e alla giustizia della società italiana e anche per sé stessi come individui liberi e portatori di diritti, per iniziare ad autodeterminarsi e prendere in mano il proprio futuro e quelli dei propri figli, è l’elezione a Sindaco di Milano che avverrà a Maggio. Qui si scontreranno in una sfida ad alto valore simbolico, la rappresentante femminile di Berlusconi e del berlusconismo - fenomeno nato a Milano oltretutto -  la Moratti, contro un’alternativa reale, un uomo onesto e rispettato in tutta Milano e in tutta Italia, Giuliano Pisapia, valido avvocato e attivista per i diritti umani, indipendente e senza tessere di partito, ma appoggiato da una vasta coalizione di centro-sinistra che va dal Partito Democratico arrivando a FdS, passando per Sel e Idv.  Nei sondaggi Pisapia è in leggero vantaggio, ma la partita è ancora tutta da giocare……anche in virtù di quello che sarà il voto dei musulmani a Milano. Nelle elezioni precedenti la Moratti, la stessa che ha negato un luogo di culto dignitoso per i musulmani, vinse con poche migliaia di voti di differenza sul centro-sinistra e se consideriamo che a Milano i musulmani sono oltre 100.000….si intuisce che possono fare la differenza.
Un’elezione importantissima per il suo alto valore simbolico, ma anche soprattutto per le ricadute sulla vita quotidiana di ognuno di noi, sulla vita di ogni persona che professa la religione islamica, che porta un nome straniero,  che desidera un mondo dove le persone cooperino, condividano esperienze e pratichino la solidarietà…un mondo più vivibile dove ci si aiuti reciprocamente e dove il desiderio di conoscersi tra uguali ma diversi- come sono tutti gli esseri umani-  sia più forte e vinca sempre sulla paura irrazionale. 
Quale occasione migliore per finalmente uscire dal ghetto, per finalmente tornare a partecipare e a decidere del proprio futuro e del futuro dei propri figli? Senza tanta ideologia: i musulmani milanesi rischiano, se non si svegliano dall’indifferenza, di essere complici del pericoloso rischio di vittoria della coalizione PdL-Lega Nord, che ricandida la Moratti nonostante gli insuccessi e l’impopolarità, una coalizione razzista in cui è già stato designato il fanatico integralista cattolico Magdi Allam  come futuro assessore al neo-assessorato all’integrazione? (nel malaugurato caso di vittoria della Moratti). Un Magdi  Allam che proprio di questi tempi ha espresso “solidarietà a Berlusconi nell’attacco che sta subendo da parte di un ampio fronte trasversale che comprende politici del Centro e della Sinistra, poteri forti finanziari ed economici, la magistratura ideologizzata, mezzi di comunicazione di massa che speculano sullo scandalismo, parte della Chiesa cattolica relativista, buonista, multiculturalista e islamicamente corretta»
 Questa ipotesi funziona da cartina di tornasole per la Milano che prevarrebbe nel caso della vittoria della Moratti, ci dimostra pienamente lo spirito con cui sarebbero animate le politiche verso le minoranze, verso gli stranieri in generale, verso i musulmani in particolare: una  Milano sempre più provinciale e chiusa nell’odio, nella diffidenza e nell’egoismo, per nulla in sintonia con una personalità eccezionale come il cardinale Tettemanzi, Arcivescovo di Milano,  visto dalla parte politica della Moratti come “troppo amico degli immigrati”, in una versione del cattolicesimo intollerante e integralista, in opposizione alla Chiesa dei poveri, alla Chiesa , dell’accoglienza, della fratellanza e del dialogo che è la tradizione della Chiesa Ambrosiana, da cui vengono delle personalità meravigliose come il cardinale Martini, l’arcivescovo Tettamanzi..e tanti altri. La giunta Moratti che si conclude con queste elezioni, si è caratterizzata per la chiusura mentale e per la provincializzazione di Milano avvenuta durante il suo governo, le libertà basilari, sancite dalla Costituzione Italiana non sono stare rispettate, e l’atteggiamento verso i nuovi cittadini è sempre stato di ghettizzazione e negazione di diritti. Non è un mistero che il mondo cattolico di base, l’associazionismo diffuso cattolico abbia già espresso una chiara preferenza per il candidato del centro-sinistra, l’avvocato Pisapia. Pisapia si è dichiarato più volte e pubblicamente  deciso a costruire una Milano davvero internazionale, una Milano che potrà cogliere anche l’occasione dell’Expo ma facendo bella figura con il mondo e mostrando una città veramente pluralista, attenta all’ambiente, senza la corruzione a cui ci ha abituato la destra berlusconiana. Ad onore dell’avvocato Pisapia va segnalato il suo forte impegno per la piena libertà di culto e l’eliminazione degli assurdi ostacoli burocratici per poter avere spazi di incontro e dove poter praticare liberamente la propria religione, con esplicito riferimento ai musulmani, ingiustamente emarginati sino ad ora e maltrattati in barba alla Costituzione italiana dalla fallimentare giunta Moratti, ostaggio della Lega Nord  a livello locale come lo è il suo diretto superiore Berlusconi a livello nazionale.
Ora proviamo ad immaginare: che Milano vogliamo? Abbiamo di fronte una reale alternativa che inciderà sulle vite di tutti noi: La Milano della Moratti, del razzismo, delle ordinanze coprifuoco che causano solo maggiore insicurezza e alimentano risentimento, ghettizzazione e portano all’indebolimento se non all'annullamento dei rapporti sociali....la Milano del suo promesso assessore “all’integrazione” Magdi Allam e del suo fanatismo razzista che lo porta addirittura a polemizzare con i vertici della Chiesa Cattolica, accusata di dialogare con le altre fedi? Non osiamo immaginare gli sforzi per l’integrazione del sig. Magdi Allam: con gente come lui, fanatici religiosi estremisti, il rischio banlieu nei quartieri a più alta densità di immigrazione diventerebbe serio. invece di risolvere e prevenire i possibili conflitti, avremmo un assessore integralista e bigotto, portato all'intolleranza e senza la minima idea del significato del pluralismo e della convivenza solidale e meticcia.
Non possiamo sopportare ancora un nuovo mandato della Moratti, che ha reso Milano provinciale e chiusa in sé stessa sempre più cupa e in crisi, in mano agli speculatori di ogni sorta, coinvolta da mille scandali, ultimo le violazioni enormi edilizie compiute da suo figlio,  ora oggetto di un'indagine della Procura, che si è voluto costruire la casa come Batman, fregandosene dei permessi e delle regole che dobbiamo seguire noi cittadini comuni. E mentre la Moratti difende l'indifendibile, a partire dai suoi assessori inquisiti, nega anche i più elementari diritti ai musulmani e alle minoranze, sgombera i centri sociali e gli spazi collettivi, spesso unici presidi contro il degrado e la sub-cultura mafiosa e malavitosa. La Milano della Moratti sarebbe una città che anche a livello internazionale di fronte ai milioni di visitatori che arriveranno con l’Expo, perderebbe la faccia per sempre, visto il nulla che è stato fatto fino ad ora. Possiamo pensare che l’approccio all’integrazione e alla cooperazione, per la prevenzione di conflitti e per la promozione della solidarietà di cui avrebbe bisogno una città che aspira a essere metropoli europea, possa essere dato in mano a gente molto ideologizzata e poco qualificata come un Magdi Allam qualunque?
Oppure ci rendiamo conto che possiamo davvero cambiare città e cambiare in meglio la nostra qualità della vita con la Milano di Pisapia, una Milano solidale, attenta all'ambiente e alla qualità della vita, inclusiva e che sa valorizzare la sua multi-etnicità, una Milano con un’amministrazione che punta al benessere sociale dei suoi cittadini, che vuole chiudere con gli appalti dati agli amici della cricca Moratti per l’Expo del 2015, vigilare attentamente sugli enormi business che inevitabilmente graviteranno e già gravitano attorno a questo grande evento. Un’amministrazione attenta all’individuo  in cui nessuno si senta solo o straniero, una Milano solidale in cui tutti i cittadini e le forze positive della città potranno esprimersi, dire la loro e influire sulla gestione della cosa comune. Pensiamo, per tutti i motivi esaminati precedentemente che sia necessario e non più rinviabile prendere delle posizioni chiare in favore di un candidato, Pisapia, in delle elezioni comunali che avranno enorme importanza nazionale e grosse conseguenze sulla vita di tutti coloro che abitano in questa città.
Come musulmani milanesi non possiamo perdere questo importantissimo appuntamento, siamo pienamente parte di un tessuto sociale che ci obbliga ad agire se vogliamo finalmente essere davvero una risorsa per il paese e se vogliamo agire per il bene di questa città, per noi stessi e per tutti coloro che non si rassegnano al cinismo e al qualunquismo che caratterizzano la sub-cultura di Berlusconi, il quale alle ragazze precarie suggerì di trovarsi un marito ricco e agli imprenditori di non pagare più tasse di quel che si ritiene “giusto”….e che va a braccetto con il cinismo dei leghisti, i quali propongono autobus separati per gli immigrati, discriminano i bambini a scuola o addirittura all’asilo, violano la Costituzione italiana quotidianamente con il loro disprezzo e odio per le minoranze, delle diversità , la loro denigrazione dell’Unità d’Italia, della sua indivisibilità, dei suoi simboli…..
 Proprio all’insegna della partecipazione e del lavoro dal basso, Pisapia ha lanciato un appello alla formazione di comitati di ogni categoria di cittadini in suo favore, composti da persone che vogliano aiutare a diffondere la sua visione di città e il suo programma per Milano, siano essi comitati di zona, come già esistono da alcuni mesi e che lavorano eccellentemente sul territorio rapportandosi con la cittadinanza zona per zona, siano essi comitati “di affinità”, cioè persone unite da un’idea, un’occupazione, un mestiere ecc. che si riuniscono in comitato in suo favore, così da basare la campagna elettorale sulla partecipazione, la cooperazione e il dialogo tra cittadini, proprio come è stato elaborato il suo programma di governo. La storia personale di Pisapia, di attento difensore di diritti e dei più deboli, la sua attenzione storica per l'ambiente, il percorso che ha portato alla sua candidatura, un percorso fatto da cittadini comuni e costruito dalla partecipazione, culminata con il voto di oltre 60.000 milanesi alle primarie, garantiscono sulla serietà della sua proposta e mostrano come potrebbe essere un alternativa concreta di governo della città di Milano....un buongoverno che a Milano manca da decenni, ma che si è aggravato decisamente in questi ultimi 5 anni di giunta Moratti. Per questo ci siamo riuniti come Musulmani per Pisapia e abbiamo deciso di supportare attivamente la campagna dell’avvocato Giuliano Pisapia. E’ necessario però che il comitato si ampli, che la comunità islamica tutta sia coinvolta e attiva, che senta questa tornata elettorale come qualcosa che la riguarda nella sua interezza e come una possibilità di auto-determinazione…per non dover più elemosinare nulla, ma vivere in una città dove i diritti, la multietnicità, la libertà di culto, l’incontro tra culture, la condivisione, la cooperazione e la Costituzione siano una cosa concreta e non mera retorica.  
Partecipare, esercitare cittadinanza attiva…
Se non ora quando?

Paolo Gonzaga